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LA NASCITA DEI CONSORZI AGRARI
Questa breve parte di testo intende ricostruire la storia dei Consorzi Agrari partendo dalle loro origini.
Le prime Accademie di agricoltura risalgono ai tempi dell’Ancien regime, e a Torino questa istituzione sorge nel 1785 col nome di “Società Agraria”. Bisogna arrivare alla metà del XIX secolo per trovare proprio in Piemonte, uno dei primi sodalizi che raccoglie esponenti della categoria dei proprietari rurali, ossia l’Associazione agraria di Torino, sorta nel 1842, che costituisce l’autorevole avvio di un fenomeno che rapidamente si estende al resto della regione e trova riscontri anche in altre zone dell’Italia.
Attorno a questa Associazione si costituiranno nella seconda metà dell’800 altri sodalizi più specializzati aventi come scopo comune quello del progresso agricolo, tecnico ed economico. A poco a poco si pongono le basi per una istituzionalizzazione della rappresentanza delle categorie agricole, costituita nella creazione subito dopo l’Unità dei Comizi Agrari. In essi si strutturano e si consolida l’alleanza tra nobili interessati all’agricoltura, notabili borghesi e tecnici, un’intesa che troverà nel primo periodo del 900 ulteriori strumenti di espressione, quali le Cattedre Ambulanti di agricoltura ed i Consorzi Agrari.
Tali unioni hanno due scopi: uno tecnico rivolto all’ampia serie di migliorie culturali ed all’introduzione di strumenti nuovi, uno economico produttivo volto a tutelare i produttori e ad agevolarne l’impresa, uno più o meno direttamente politico-istituzionale come interlocutore e collaboratore del potere centrale e periferico dello Stato e come luogo-strumento di collegamento di una categoria assai diversificata al suo interno.
Tra l’800 ed il 900 diventa chiaro che le associazioni borghesi nobiliari non possono più pretendere di monopolizzare o comunque esaurire la questione della rappresentanza agraria nel contesto tradizionale dei referenti liberali. Si instaurano così numerose forme di cooperazione agricola che sorgono tra i contadini, le quali sono affiancate alle nuove organizzazioni sindacali.
Anche tra i grandi proprietari terrieri della pianura padana procede, seppur a fatica, l’azione di una propria associazione: è del 1902 la nascita della Federazione nazionale proprietari e conduttori di fondi che nel 1905 diventa Unione agraria italiana e tende ad organizzarsi a livello di provincia e circondari.
Questo tessuto cooperativistico ricco di realtà associative, vivaci ma anche frammentate tra loro, è sicuramente alla base del mancato decollo iniziale di strutture consorziali uniche. I primi modelli di consorzi si affermano in Italia a Cremona, dove un Consorzio agrario era nato nel 1896, e a Piacenza il cui Consorzio è datato 1900.
I Consorzi agrari si possono definire “diretti discendenti” dei Comizi agrari, i quali rappresentano la prima istituzione agraria dell’Italia post-unitaria. Il Comizio agrario ha radici ottocentesche e già nel periodo cavouriano si ritrovano tracce della sua presenza in Piemonte: è probabilmente quello di Asti il più antico, promosso dall’Associazione Agraria di Torino nel 1843, che negli anni successivi sostiene la nascita di quelli di Casale, Alessandria, Tortona.
Anche in altre zone di Italia (Lombardia, Veneto, Marche, Lazio) si trovano esperienze analoghe.
STORIA DEL CONSORZIO AGRARIO PROVINCIALE DI VERCELLI
Il Consorzio Agrario Provinciale di Vercelli nasce come Istituzione nel marzo del 1920. Nel corso dei primi anni di vita le sedi vercellesi presso le quali il Consorzio opera variano alcune volte, sino a che si trova la definitiva collocazione all’interno del complesso immobiliare sito in corso Randaccio (già “Raffineria di riso” Lombardi), dove ancora oggi sono collocati i Magazzini Centrali. I primi fabbricati di detto storico edificio vengono alla luce già alla fine del 1800 (sulla banderuola della “Torre del Belvedere”, che dà il nome a tutto il quartiere, è presente la data “1897”).

La storica sede amministrativa, invece, viene realizzata nella centralissima piazza Zumaglini, all’interno del quartiere denominato “la Furia”.
La costruzione, che risale al periodo fascista precedente la seconda guerra mondiale, viene denominata “Casa Fascista dell’Agricoltore” e, sin dalla sua nascita, dà ospitalità a molti enti, sia pubblici che privati, legati al mondo agricolo.

Dagli anni 20 fino al primo dopoguerra il Consorzio Agrario Provinciale di Vercelli decide in rapida successione la costruzione di una serie di magazzini per il deposito del cereale in alcuni centri della provincia di Vercelli.
Tali depositi, realizzati in un arco temporale abbastanza breve, presentano tipologie costruttive simili tra loro, quasi sempre capannone ad una campata, che si sviluppa perimetralmente rispetto ad una corte centrale, tramite strutture in elevazione in muratura classica ed in cemento armato con elementi di sostegno della copertura in orditura di legno.
Tornando alla genesi del Consorzio è interessante sottolineare come l’articolo 1 del primo Statuto Sociale cita testualmente: “E’ istituita in Vercelli una Società Anonima Cooperativa denominata Consorzio Agrario Cooperativo Vercellese”.

Lo stesso Statuto prevede che la sede sociale sia in Vercelli e che “potranno essere stabilite filiali in altri comuni dove sia istituito un circolo agricolo della Associazione degli Agricoltori”.
Successivamente, negli anni 1928 e 1937, lo Statuto Sociale è stato parzialmente modificato senza però alterare i principi fondamentali per i quali il Consorzio Agrario era nato.
Nel 1939, in ottemperanza al D.M. 02.02.1939, n. 159 il Consorzio Agrario cambia natura giuridica e viene eretto Ente Morale, prendendo la nuova denominazione di Consorzio Agrario Provinciale di Vercelli.
Il fine di detta trasformazione è dettato probabilmente dalle preoccupazioni per l’imminente inizio del conflitto mondiale e prevede che il Consorzio svolga principalmente servizi di interesse collettivo.
Per la prima volta si stabilisce che il presidente ed il vicepresidente del Consorzio vengano “nominati direttamente dal Ministro dell’agricoltura su designazione della Confederazione fascista degli agricoltori e della Confederazione fascista dei lavoratori dell’agricoltura”.
Ma il principale e più importante cambiamento, per il Consorzio Agrario di Vercelli, viene dall’estensione dell’attività a tutto il territorio dell’allora provincia di Vercelli, comprese le zone nelle quali in precedenza operava il Consorzio Agrario Cooperativo di Novara e ciò nel rispetto della limitazione dell’attività dei consorzi agrari nell’ambito territoriale della rispettiva provincia dettata dalla citata legge.
Per meglio comprendere tale cambiamento è il caso di ricordare quanto citato dal Presidente dell’allora Consiglio di Amministrazione nella “Relazione al Bilancio anno 1939”, “in seguito a questo assorbimento sono passati a noi come partecipanti n. 2.688 azionisti del Consorzio Agrario Cooperativo di Novara, con n. 59.998 azioni del valore nominale di Lire 25 …….Insieme alle azioni ci sono stati passati gli immobili dell’ex Consorzio di Novara, situati nel territorio della nostra provincia …”.
Al 31 dicembre 1939, per effetto della trasformazione di cui sopra, il Consorzio Agrario di Vercelli risultava essere dotato di:
- n. 5 Filiali
- n. 3 Succursali
- n. 58 agenzie periferiche
Nel corso del 1943 il Consorzio Agrario Provinciale di Vercelli cessa di essere Ente Morale e diventa persona giuridica, in virtù della Legge 18.05.1942 n. 566 sul “Riordinamento degli Enti Economici dell’Agricoltura e dei Consorzi Agrari”, prevedendo un nuovo particolare Statuto.
Detto Statuto prevedeva che il Consorzio avesse “lo scopo di contribuire all’incremento ed al miglioramento della produzione agricola nelle singole province, mediante l’esercizio di attività commerciali ed industriali, dirette a fornire agli agricoltori macchine, attrezzi, sementi, merci e materie utili all’esercizio dell’agricoltura; nonché di agevolare ed eseguire la raccolta, il trasporto, la lavorazione ed il collocamento dei prodotti agricoli”.
La parte importante relativa agli scopi sociali, al rapporto con la struttura nazionale e soprattutto la funzione di interesse pubblico viene ripresa dalla riforma messa in atto nel 1948 con il “Nuovo ordinamento dei Consorzi Agrari e della Federazione Italiana dei Consorzi Agrari” che comprende anche lo Statuto base ancora oggi in vigore per il Consorzio Agrario di Vercelli.
Dopo quasi 90 anni, gli scopi sociali del Consorzio Agrario di Vercelli restano invariati nonostante le difficoltà riscontrate dall’intera rete consortile nazionale, a seguito del fallimento della FederConsorzi, avvenuto nel 1991.
Infatti, grazie alla sua radicata e capillare presenza territoriale e all’efficiente struttura organizzativa, il Consorzio Agrario di Vercelli continua a contribuire all’innovazione ed al miglioramento della produzione agricola provinciale, alla predisposizione e gestione dei servizi utili all’agricoltura, nonché ad assicurare la tutela del prodotto e del produttore.
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